L’educatore considera ogni bambino come persona, lo rispetta e pone su ciascuno uno sguardo generoso e paziente, ricordando di ognuno la storia personale passata e presente, disposto anche a modificare le proprie attese nei suoi confronti.
L’educatore stimola, propone, osserva e condivide l’esperienza con i bambini. Dialoga con la famiglia, la informa e si confronta con essa accogliendo lo sguardo differente sul bambino ed arricchendosi della diversità.
Consideriamo fondamentale in ogni tipo di rapporto con i bambini la relazione educativa che con loro si instaura perchè da essa nasce, nel bambino, la consapevolezza di “Essere presente nell’Adulto” e di far parte della vita della scuola.
Colloqui individuali, assemblee generali e di sezione, incontri formativi e feste comunitarie sono i momenti nei quali scuola e famiglia si aprono a questa condivisione.
Le linee didattiche della proposta educativa sono elaborate e verificate dal collegio docenti, in un confronto aperto con il Parroco.
All’interno della Scuola dell’Infanzia i rappresentanti di classe, gli insegnanti e i rappresentanti della parrocchia valutano e promuovono iniziative a sostegno del progetto educativo.
L’adulto accoglie il bambino attraverso un percorso dove due libertà si incontrano. In questo rapporto non solo cresce il bambino, ma anche l’adulto.
Educare è dentro questa azione dinamica di “protensione” verso l’altro, dove l’insegnante si pone come obiettivo il migliorarsi, il camminare insieme, determinando la credibilità per chi ti è stato affidato.
La scuola ha bisogno di educatori capaci di suscitare passione. Questo è quello che ci chiedono gli sguardi dei nostri bambini. (Romano Guardini)